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Descrizione
Come nasce l’idea di casa? In che modo i primi gruppi umani hanno imparato ad abitare il nostro territorio, adattandosi al clima, alle risorse e ad un ambiente profondamente diverso da quello attuale? A queste domande prova a rispondere “Abitare il Tempo”, la nuova mostra temporanea del Museo Zannato di Montecchio Maggiore, visitabile dal 28 febbraio al 26 aprile 2026.
L’esposizione accompagna il pubblico in un affascinante viaggio alle origini dell’abitare umano, tra preistoria e antichità, raccontando l’evoluzione delle prime forme di casa come risposta concreta ai bisogni fondamentali di protezione, socialità e rapporto con l’ambiente.
Il percorso si sviluppa attorno a cinque tipologie fondamentali di abitazione – caverna, tenda, casa neolitica, palafitta e casa alpina – presentate attraverso modellini realizzati dagli studenti della Scuola Libera di Lonigo, in un dialogo virtuoso tra creatività, archeologia e narrazione scientifica.
«L’archeologia non parla solo di oggetti, ma di persone, di gesti quotidiani e di scelte di vita», sottolinea Anna Scalco, conservatrice archeologa del Museo Zannato. «Raccontare come si abitava nella preistoria significa narrare l’ingegno umano, la capacità di osservare l’ambiente e di trasformarlo senza separarsene».
La mostra si integra pienamente con il percorso permanente del museo, dialogando con la ricostruzione della casa dei Veneti antichi e offrendo al pubblico l’occasione di osservare reperti archeologici solitamente non esposti, provenienti dalle case seminterrate di Trissino, testimonianze preziose della vita quotidiana in età protostorica.
Grande attenzione è dedicata alla didattica museale e al coinvolgimento dei più piccoli, per i quali il tema della casa diventa una chiave immediata e universale di comprensione del passato.
«Parlare delle abitazioni è un modo efficace per avvicinare bambini e famiglie all’archeologia», continua la dott.ssa Scalco. «E far raccontare l'archeologia ai bambini significa guardarla attraverso i loro occhi. Tutti sappiamo cos’è una casa, ma diamo molte cose per scontate: dettagli, esigenze e curiosità che invece notano i più piccoli e che gli alunni della scuola di Lonigo sono abilmente riusciti a riprodurre con diversi modelli fatti con le loro mani. Questa felice collaborazione aiuta tutti noi a comprendere mondi lontani nel tempo e a sviluppare curiosità, empatia e senso critico».
Dal punto di vista scientifico, Abitare il Tempo invita anche a riflettere su come le prime architetture siano il risultato di un delicato equilibrio tra ambiente, risorse disponibili e organizzazione sociale: dall’uso delle cavità naturali alle strutture lignee sopraelevate delle palafitte, fino alle abitazioni pensate per affrontare climi rigidi e territori montani.
«L’abitare nella preistoria non è mai casuale», ricorda Andrea Palma, assessore alla cultura del Comune di Montecchio Maggiore. «Ogni scelta costruttiva racconta un adattamento, una conoscenza profonda del territorio e una relazione sostenibile con l’ambiente, temi di grande attualità anche oggi».
Pensata per famiglie, scuole e curiosi di ogni età, la mostra propone un’esperienza coinvolgente e accessibile, capace di unire rigore scientifico e racconto, stimolando una riflessione sul rapporto tra uomo, spazio e tempo.
Inaugurazione: sabato 28 febbraio 2026, ore 16.00, con ingresso gratuito.
Apertura al pubblico: dal 28 febbraio al 26 aprile 2026, al normale costo del biglietto del museo.
Orari di visita: sabato 15.00 – 18.30; domenica 9.30 – 12.30 / 15.00 – 18.30.
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Ultimo aggiornamento: 2 marzo 2026, 10:25