Descrizione
Nel corso del 2025 l’attività di recupero dell’evasione fiscale condotta dal Comune di Montecchio Maggiore ha portato all’emissione di 380 avvisi di accertamento relativi all’Imu non versata nei cinque anni precedenti, per un importo complessivo accertato di quasi 373 mila euro, dato sostanzialmente in linea con i circa 380 mila euro accertati nel 2024. Particolarmente rilevante, sempre nel 2025, è risultata l’attività legata alla Tari grazie a un’operazione straordinaria di recupero dell’evasione condotta congiuntamente da Agno Chiampo Ambiente e dal Comune. L’intervento ha portato all’emissione di 2.868 avvisi di accertamento riferiti al triennio 2020-2022, per un importo complessivo di oltre 622 mila euro. Nel corso del 2024, invece, erano stati emessi circa 300 avvisi relativi alla sola annualità 2019, per un totale di circa 115 mila euro. Per la tassa sui rifiuti l’ente comunale interviene nei casi in cui Agno Chiampo Ambiente, società che gestisce la raccolta dei rifiuti sul territorio e la relativa bollettazione, non riesca a notificare gli avvisi agli utenti. In queste situazioni è il Comune, grazie all’incrocio con la banca dati anagrafica, a procedere con la notifica ai contribuenti. Una volta accertata l’omissione del pagamento, sia per l’Imu che per la Tari, il cittadino riceve un avviso completo di tutti gli elementi utili alla verifica della propria posizione. Non si registrano invece nuove attività di accertamento per la Tasi, il tributo sui servizi indivisibili abolito a partire dal 2020. Essendo trascorso il termine dei cinque anni previsti per legge, l’attività risulta ormai prescritta e non più oggetto di verifiche da parte dell’ufficio tributi.
«L’attività di controllo e accertamento viene portata avanti con continuità e secondo procedure consolidate, che garantiscono trasparenza e completezza delle informazioni nei confronti del contribuente», spiega il vicesindaco e assessore al bilancio e alle politiche tributarie Gianfranco Trapula. «Quando viene rilevata un’irregolarità, il cittadino riceve una comunicazione dettagliata che consente di verificare puntualmente la propria posizione. Solo nei casi di mancato riscontro si procede con le fasi successive di riscossione. Questa azione mirata consente all’ente di recuperare risorse importanti per la collettività e, al tempo stesso, di rafforzare il principio di equità fiscale perché chi paga regolarmente non deve essere penalizzato. I risultati confermano l’efficacia del lavoro svolto dagli uffici, anche grazie all’incrocio sistematico delle banche dati, con una percentuale di riscossione che si mantiene su livelli elevati pari a circa il 90%».
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Ultimo aggiornamento: 8 maggio 2026, 11:02