Descrizione
Proseguono le iniziative in memoria del Padre francescano Epifanio Pegoraro, avviate a fine 2025 in occasione del 90° anniversario del martirio del religioso e corazziere originario di Montecchio Maggiore. L’Unità Pastorale di Montecchio Maggiore, con un gruppo di volontari e il patrocinio della Città di Montecchio Maggiore, organizza per martedì 14 aprile 2026, giorno del compleanno di Padre Epifanio, alle 20.30 nella sala civica di Corte delle Filande a Montecchio Maggiore una serata dedicata alla conoscenza e all’approfondimento della figura dell’illustre concittadino. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la sezione di Montecchio Maggiore dell’Associazione Nazionale Carabinieri e con Acque del Chiampo.
Nel corso dell’appuntamento verrà illustrata la biografia del religioso attraverso fotografie originali e testimonianze tratte da documenti storici, anche inediti. La dottoressa Manuela Mantiero del Museo Diocesano di Vicenza presenterà inoltre un’opera dell’artista Renzo Pagliarusco, un dipinto a olio su tela che restituisce una sintesi della vita del martire. Gli interventi saranno accompagnati dagli intermezzi musicali del quartetto di ottoni Jesa Quartet. Al termine della serata sarà proposto un brindisi di compleanno in memoria di Padre Epifanio, con la collaborazione del Circolo NOI del Duomo: verranno offerti vino dei Castelli montecchiani, dove la famiglia del religioso coltivava le vigne, tè cinese in ricordo della sua esperienza missionaria e i “Mostaccioli di frate Jacopa” provenienti da Assisi, in occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco, particolarmente legato a questi dolci. All’evento sarà presente anche Padre Claudio Bratti, vicepostulatore dei francescani del convento San Bernardino di Verona, che ha iniziato la raccolta di documentazione necessaria per il riconoscimento delle virtù eroiche di Padre Epifanio e l’avvio del percorso verso la beatificazione. In questo contesto, l’Unità Pastorale di Montecchio Maggiore rivolge un appello a quanti fossero in possesso di ricordi, oggetti, scritti o testimonianze legati alla figura del religioso montecchiano, invitandoli a mettersi in contatto all’indirizzo e-mail agostino.pilati@gmail.com o tramite WhatsApp al numero 338 2014084.
«È motivo di particolare riflessione spirituale la presenza a Montecchio Maggiore di Padre Epifanio. Un francescano che ha lasciato traccia nel solco della Parrocchia di San Vitale, dove ha ricevuto il Battesimo il 25 aprile 1898», ricorda Don Giuseppe Tassoni, parroco dell’Unità Pastorale. «Come San Francesco, nel suo ottavo centenario, anche Padre Epifanio, dopo lunghi anni di “nascosta” memoria, grazie all’impegno di alcuni volenterosi ricercatori rinasce vivo e luminoso alla nostra presenza per il martirio affrontato in Cina nel dicembre del 1935. La sua storia, che unisce l’esperienza di militare corazziere e quella di convinto religioso, sarà al centro dell’approfondimento proposto nell’evento del 14 aprile».
«La testimonianza di Padre Epifanio Pegoraro – sottolinea l’assessore Giampaolo Valerio – non appartiene solo alla comunità dei credenti, ma rappresenta un esempio significativo per tutti i cittadini di Montecchio Maggiore. La sua vita, segnata dal servizio allo Stato come corazziere e dall’impegno verso l’umanità, in particolare nell’assistenza ai lebbrosi fino al sacrificio della propria vita, costituisce un riferimento di alto valore civile oltre che spirituale».
Note biografiche
Il Padre francescano Epifanio Pegoraro nacque a Montecchio Maggiore il 14 aprile 1898, in una casa situata sulle prime rampe che salgono ai Castelli, dietro al Duomo all’epoca appena costruito. Fu battezzato con il nome di Luigi. All’età di nove anni, durante una liturgia nella chiesa di San Pietro in memoria del vescovo Epifanio Carlassare, missionario originario di quella parrocchia e morto in Cina pochi giorni prima, decise di seguirne l’esempio e dedicare la sua esistenza alla testimonianza cristiana in terra cinese, anche a costo della vita. Entrò nel collegio dei frati di Chiampo e intraprese gli studi per diventare sacerdote, interrotti per il servizio militare obbligatorio, che svolse nei Carabinieri Reali e in particolare nel Reggimento dei Corazzieri, grazie ai suoi 196 centimetri di altezza. Dopo tre anni di servizio tornò in convento e, nel 1922, dopo la professione solenne e la scelta del nome di Epifanio, fu ordinato sacerdote dal patriarca di Venezia, cardinale Pietro La Fontaine. Nel 1924 raggiunse la Cina, dove esercitò il ministero nella zona di Han-Kow. Nel 1933, dopo la morte del padre Arcangelo, tornò in Italia per visitare la madre, rimasta sola, portando con sé un arazzo di arte cinese destinato ad abbellire il pulpito del Duomo di Montecchio Maggiore. Dopo alcuni mesi ripartì per la Cina e raggiunse il lebbrosario di Mosimien, in Tibet, coronando il suo desiderio di dedicarsi al soccorso delle persone più sfortunate. Nel 1935 fu rapito e, dopo alcuni mesi di prigionia e una lunga marcia forzata, nel dicembre di quell’anno padre Epifanio Pegoraro e il confratello fra Pasquale Nadal furono decapitati dalle truppe di Mao Tse-tung, impegnate nella cosiddetta “Lunga Marcia”. La notizia del martirio giunse in Italia solo alcuni mesi più tardi. A Roma, nella cappella di San Giorgio all’interno della caserma dei Corazzieri, un grande dipinto ricorda ancora oggi il sacrificio del religioso montecchiano.
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Ultimo aggiornamento: 10 aprile 2026, 14:48