Descrizione
La Nuova Galleria Civica di Montecchio Maggiore ospita, dal 17 ottobre al 22 novembre 2026, la mostra “Bruny Sartori. Memoria impressa nella materia”, dedicata a uno degli artisti veneti più versatili e originali nell'ambito della ricerca plastica e grafica contemporanea.
L'esposizione, curata da Giuliano Menato e accompagnata da un testo critico di Barbara Guidi, sarà visitabile il sabato e la domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19, con ingresso libero e gratuito. Un evento culturale che offre al pubblico l'opportunità di conoscere e approfondire il percorso di un artista capace di trasformare la materia in uno strumento di riflessione sulla condizione umana, sul trascorrere del tempo e sulle tracce che l'esistenza lascia dietro di sé.
Nato nel 1950 a San Giorgio in Bosco, in provincia di Padova, Bruny Sartori ha sviluppato nel corso dei decenni un linguaggio personale, attraversando la ceramica, la scultura, la pittura e l'incisione. La sua formazione affonda le radici nella grande tradizione artigianale del territorio vicentino, in particolare nell'area di Bassano del Grappa e Nove, ma si arricchisce di un intenso confronto con la poesia, la letteratura e la musica, maturato anche attraverso l'esperienza del Gruppo Arti e Lettere di Cittadella, attorno alla figura di Bino Rebellato.
«Con questa mostra la Nuova Galleria Civica conferma la propria vocazione a essere uno spazio di incontro tra la comunità e i linguaggi dell'arte, capace di valorizzare gli artisti del nostro territorio e di proporre occasioni di approfondimento culturale – dichiara l'assessore alla Cultura, Andrea Palma –. Il lavoro di Bruny Sartori rappresenta un esempio significativo di come la tradizione artigianale veneta possa evolversi in una ricerca artistica contemporanea, originale e ricca di significati».
Il percorso espositivo restituisce la complessità di una ricerca nella quale la ceramica perde ogni funzione puramente decorativa per diventare linguaggio autonomo, capace di evocare suggestioni organiche, corporee e cosmiche. Come sottolinea Giuliano Menato, curatore della mostra, Sartori si distingue per una particolare attitudine concettuale, che va ben oltre la padronanza delle tecniche di lavorazione. La sua produzione è caratterizzata da una continua stratificazione di significati, nella quale l'immaginario personale dialoga con le grandi questioni dell'esistenza. Secondo Menato, infatti, l'artista «libera la ceramica da ogni funzione decorativa, dal concetto di narrazione e di rappresentazione», appropriandosi dello spazio e introducendo nella sua ricerca la dimensione del tempo e del vissuto. Particolarmente significativa è anche l'evoluzione della sua ricerca verso tematiche legate alla fragilità umana, alla morte e alla memoria.
A offrire un'ulteriore chiave di lettura è Barbara Guidi, che nella sua presentazione individua nell'opera di Sartori una tensione originaria «tra materia e apparizione, tra la fisicità del segno e la sua dissolvenza percettiva». Per Guidi, la ricerca dell'artista è innanzitutto un'indagine sul tempo, sulle trasformazioni e sulla capacità delle superfici di conservare le tracce delle esperienze precedenti. Ogni fase creativa non cancella quella che l'ha preceduta, ma la incorpora e la trasforma, in un processo continuo di sedimentazione e metamorfosi.
Ad arricchire il programma sono previsti alcuni appuntamenti di approfondimento. Venerdì 13 novembre alle 18.30, al Teatrino della Collezione Costenaro di Cassola, Bruny Sartori dialogherà con Barbara Guidi e Giuliano Menato in occasione della presentazione della monografia Bruny Sartori. Opere 1982-2026, pubblicata da Antiga Edizioni.
Domenica 22 novembre, giornata conclusiva dell'esposizione, dalle 16 alle 18, l'artista e il curatore Giuliano Menato saranno a disposizione del pubblico per illustrare i principi della poetica di Sartori e approfondire gli aspetti più significativi della sua ricerca. Il programma prevede anche un intervento musicale al violino del maestro Enrico Rebellato.
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Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026, 09:15