Descrizione
In occasione dell'ottantesimo anniversario della Liberazione, la Città e la sezione ANPI di Montecchio Maggiore hanno voluto rendere omaggio al concittadino Pietro Pezzo con una targa commemorativa, in segno di riconoscenza per l'impegno nella lotta per la libertà, la democrazia e la pace.
Nato il 3 aprile 1928 e residente a Montecchio Maggiore, aderì giovanissimo alla Resistenza, grazie ai contatti con Gelsomino Camerra "Diavolo", uno dei principali animatori della Resistenza montecchiana, caduto in un'imboscata a Vigo di Sovizzo il 30 settembre 1944. Partigiano territoriale della brigata "Argiuna", Pezzo fu catturato a Santissima Trinità il 25 settembre 1944, durante un rastrellamento della Xª MAS. Imprigionato alle "Baracche" della Valle, fu sottoposto a duri ed estenuanti interrogatori, con percosse a sangue, perché rivelasse informazioni. Ma, come dichiarò il compagno di prigionia e concittadino Bruno Danuso, "non disse nulla che potesse ledere l'incolumità e la sicurezza dei compagni". Rimase in carcere fino al 30 novembre 1944. Nel dopoguerra sposò Caterina Ferrari, con cui vive tuttora felicemente, e lavorò in banca. Persona riservata, conosciuta e stimata alla Valle e in tutta Montecchio, ha sempre partecipato, finché la salute glielo ha permesso, alle celebrazioni del 25 aprile e alla commemorazione dei partigiani caduti a Vigo di Sovizzo. È iscritto come socio ad honorem alla sezione ANPI di Montecchio Maggiore.
«Pietro Pezzo è l'ultimo dei partigiani montecchiani ancora in vita», dichiara Michele Santuliana, presidente di ANPI Montecchio Maggiore. «Per la nostra sezione è una grande gioia poter consegnare questo riconoscimento dell'Amministrazione comunale e dell'ANPI: nell'ottantesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo, Pietro Pezzo è un esempio di coraggio per la comunità tutta. Il coraggio di chi, ottant'anni fa, scelse di combattere dalla parte della Libertà, della giustizia, della democrazia e ancora oggi, a distanza di tanti anni, ci indica la strada».
«Questo nostro concittadino rappresenta una testimonianza viva e preziosa dei valori della Resistenza come la lotta per la libertà e il senso profondo della democrazia», evidenzia l’assessore del Comune di Montecchio Maggiore, Giampaolo Valerio. «Celebrare oggi il suo coraggio significa rinnovare un impegno collettivo verso quei principi fondanti».
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Ultimo aggiornamento: 1 luglio 2025, 09:35