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Rimpatrio volontario assistito: primo caso a Montecchio |

A seguito di quanto apparso sulla stampa locale mercoledì 3 febbraio 2010, relativamente al rimpatrio volontario assistito, l'Amministrazione Comunale di Montecchio Maggiore precisa quanto segue:
"Il rimpatrio volontario assistito costituisce uno strumento, adottato per la prima volta nei giorni scorsi dal Comune di Montecchio Maggiore e messo a disposizione dei cittadini immigrati i quali, a causa di difficoltà economiche, decidano volontariamente di fare ritorno nella propria terra d'origine. Il sostegno, di carattere economico, richiede l'impegno di poche centinaia di euro, parte delle quali utilizzate per il pagamento del biglietto per il viaggio e un'altra parte a disposizione dei rimpatriati una volta raggiunta la meta per affrontare le prime ed immediate necessità di sussistenza".
I progetti di rimpatrio attualmente esistenti, co-finanziati dall'Unione Europea e dal Ministero dell'Interno, si occupano solamente di rifugiati politici, di richiedenti asilo politico, di possessori di permesso per motivi umanitari, delle vittime della tratta di esseri umani o di stranieri con permessi temporanei. Per la prima volta, il Comune di Montecchio Maggiore ha voluto allargare questa opportunità anche ad altre categorie di immigrati.
In cambio del sostegno per il rimpatrio, il Comune castellano ha chiesto ai beneficiari la cancellazione anagrafica.
"Abbiamo voluto estendere le possibilità anche ad altri cittadini immigrati - precisa il Sindaco Milena Cecchetto - offrendo loro la possibilità di tornare a casa e ricostruire un progetto di vita migliore di quello sperimentato qui".
In relazione alla famiglia rimpatriata due giorni fa, composta da cinque persone tra cui due minori, l'Assessore ai Servizi Sociali Livio Merlo aggiunge: "Mi ha molto colpito il senso di responsabilità di queste persone, nonché il loro manifesto impegno a far sì che il progetto del Comune vada a buon fine. Da qui l'augurio che questa esperienza possa veramente aprire una nuova pagina delle politiche di integrazione del nostro Comune".
I benefici per i migranti legati al rimpatrio volontario assistito sono molteplici: la garanzia della salvaguardia dei diritti e della dignità del migrante contro i ritorni forzati, un minimo di assicurazione finanziaria, la possibilità di preparare il ritorno e l'assicurazione del sostegno logistico ed organizzativo in tutte le fasi del rientro in patria.
"Sono numerosi anche i benefici di carattere sociale - aggiunge l'Assessore Livio Merlo - in quanto si tratta di una pratica socialmente accettabile e dignitosa che promuove la sostenibilità del ritorno, nonché il dialogo e la cooperazione con i paesi di origine. In quanto componente essenziale di ogni forma di gestione e politica migratoria, questo strumento rafforza i canali di immigrazione regolare, contribuendo al contrasto di quella irregolare legata al traffico e alla tratta degli esseri umani. Numerosi sono inoltre i vantaggi sul piano finanziario, in quanto il rientro assistito al paese di origine costituisce senza dubbio per il Comune una politica sociale più economica".
Il rientro organizzato nei giorni scorsi è costato al comune di Montecchio Maggiore complessivamente 1300 euro.
L'Amministrazione Comunale invierà nei prossimi giorni una lettera agli Ambasciatori in Italia dei principali paesi di origine degli stranieri presenti a Montecchio Maggiore (Bangladesh, India, Ghana), attraverso la quale questi saranno invitati ad un incontro per individuare le migliori possibilità di collaborazione finalizzate al sostegno del rimpatrio volontario.
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 12 febbraio 2010 )
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