|
Balasso: l'Idiota che riempie il teatro |

La buona novella raccontata da Natalino Balasso. Un idiota, come lui stesso si definisce, che interpreta i vangeli gnostici, quelli apocrifi, gli scritti filosofici dell'ambiente greco-romano arricchendoli di invenzioni favolistiche. Risate assicurate martedì 7 febbraio al Teatro S. Antonio di Montecchio Maggiore per il sesto appuntamento della rassegna di teatro organizzata dal Comune in collaborazione con Arteven e Pro Loco.
Inutile cercare biglietti, però, perché sono esauriti già da una settimana.
"A quanto pare -commenta l'assessore Leonardo Peotta- il teatro di qualità piace, soprattutto quando è dissacrante come quello di Natalino Balasso e di Giacobazzi, due professionisti che raccontano la vita con intelligenza e ironia."
Giuseppe Giacobazzi, per la cronaca, è stato protagonista il 28 gennaio sul palcoscenico del Sant'Antonio con il monologo Apocalypse, dopo che i biglietti erano esauriti già tre mesi prima.
Merito anche, sicuramente, di una politica di promozione del teatro voluta dall'amministrazione comunale che ha mantenuto prezzi dei biglietti molto popolari (10 o 15 euro l'intero a seconda dello spettacolo) prevedendo riduzioni per i giovani fino a 30 anni (Carta Giovani) e gli anziani oltre i 65 anni (Carta Argento). Una "strategia" che ha funzionato visto che subito sono stati venduti 220 abbonamenti su poco più di 400 posti a sedere: praticamente più di metà teatro è garantito ad ogni spettacolo e l'altra metà fa presto ad occuparsi.
All'ufficio Cultura del Comune (tel. 0444/705737) ci sono biglietti disponibili per "Amleto a pranzo e cena" di cui Oscar De Summa è allo stesso tempo regista ed interprete (venerdì 9 marzo) e "Il Ventaglio" di Carlo Goldoni, spettacolo nato dalla collaborazione fra il Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni e Teatri SpA Treviso, e la distribuzione di Arteven.
L'Idiota di Galilea Natalino Balasso, regia di Stefania Felicioli
Lo spettacolo narra le avventure di Gesù e degli Apostoli, ma non attraverso le Scritture, non attraverso i libri. I fatti della buona novella sono raccontati da un idiota, l'aiutante di un falegname di Palestina. I dodici gli dicevano di tenersi a debita distanza da loro e soprattutto di smetterla di rivolgere loro quelle stupide assillanti domande. Ma lui era un idiota, non c'era libro che potesse distoglierlo dalla sua ostinata incomprensione del mondo.
|
|
Ultimo aggiornamento ( lunedì 13 febbraio 2012 )
|